Sabina Chiarion
Ripenso con emozione alla prima volta che ho incontrato il tuo papà, cara Patrizia. Avevamo appena 14 o 15 anni, frequentavamo insieme la scuola per stiliste di moda e un giorno venni a trovarti a casa. Lui era lì, seduto in poltrona. Ricordo ancora la soggezione che mi trasmise: mi appariva un uomo serio, quasi burbero, e io cercavo di farmi piccola, invisibile, per non attirare la sua attenzione.
Col tempo, però, quell’immagine si è trasformata. Porto nel cuore il ricordo del tuo matrimonio con Robi: nei suoi occhi si leggeva chiaramente tutto l’orgoglio, la tenerezza e l’amore profondo che provava per te. Era uno sguardo che parlava più di mille parole, pieno di vita e di emozione.
Oggi mi piace immaginarlo libero e leggero, circondato dalle amiche con cui amava andare a divertirsi, a ballare, magari mentre danza tra le stelle con lo stesso spirito vivace che lo accompagnava qui. E mentre sorride, sono certa che continua a guardarvi, a proteggervi e a sostenervi con quell’amore silenzioso ma immenso che non verrà mai meno.
Ti abbraccio forte con infinito affetto.
Sabina (e Isha)